Contenuti più visti

Ultima visita:

Informazioni Legali

INFORMATIVA SUL COPYRIGHT
Il materiale (testi, immagini, grafica, layout e quant'altro) che costituisce questo sito è di proprietà esclusiva dell'autore. Ogni atto diretto a copiare, riprodurre, pubblicare, sottarre, modificare o alterare tale materiale, senza esplicita autorizzazione, è punibile sulla base delle norme civili e penali in materia di diritto d'autore. Chiunque desiderasse essere autorizzato a copiare, citare o riprodurre pagine o porzioni di testo da questo sito, fuori dai casi già consentiti dalla legge, è pregato di inviare un'e-mail.
Sono invece consentiti, pure in assenza di autorizzazione, i collegamenti ipertestuali da altri siti (in-link), anche a pagine diverse dalla principale.

INFORMATIVA DEONTOLOGICA
Il presente sito è stato realizzato in conformità agli artt. 17 e 19 del Codice Deontologico Forense (così come modificato dal CNF in data 26.10.2002), nonché nel rispetto del D. Lgs. 70/2003 emanato in attuazione della Dir. 2000/31/CE in materia di servizi della società dell'informazione. L'autore è un avvocato, iscritto al relativo Ordine Professionale, del quale questo sito deve intendersi proprio. Lo stesso si impegna a fornire prestazioni e servizi nel pieno rispetto delle norme deontologiche e in conformità ai parametri di cui al D.M. 20 luglio 2012 n. 140.
Il sito è stato segnalato al Consiglio dell'Ordine di Milano.

Navigazione


PER IL GENITORE SEPARATO VISITA LIBERA DEL FIGLIO

Versione stampabileInvia ad un amicoversione PDF

bimbo

Vi segnalo un'importante sentenza del 22 maggio 2009 della Corte di Cassazione che sottolinea ancora di più il principio del rapporto costante con i figli introdotto dalla riforma dell’affido condiviso nel 2006.
È necessario che il figlio sia sufficientemente grande per esprimere la propria volontà in occasione dell’udienza di separazione.
In tal modo i genitori separati avranno il diritto di vedere i figli quando lo desiderano. Tale diritto del genitore non potrà essere condizionato da calendari che sono stati fissati dal giudice del divorzio.
Così hanno deciso i giudici della prima sezione civile della Cassazione che, con la sentenza 11922, hanno sostenuto la tesi della Corte di appello di Roma che
aveva annullato il calendario di visita del figlio sedicenne che il tribunale aveva imposto al padre dopo la separazione.

ECCOVI IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA

Cassazione, sez. I Civile, sen. 22 maggio 2009, n. 11922

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE PRIMA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella Presidente
Dott. CECCHERINI Aldo Consigliere
Dott. PICCININNI Carlo Consigliere
Dott. BERNABAI Renato Consigliere
Dott. PANZANI Luciano Consigliere
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
Ac. La. , elettivamente domiciliata in Roma, viale B. Buozzi 99,presso l’avv. D’Alessio Antonio, che la rappresenta e difende giusta delega in atti;
ricorrente contro
Me. St. , elettivamente domiciliato in Roma, Lungotevere delle Navi 30, presso l’avv. Giannamati Giovanna, che lo rappresenta e difende giusta delega in atti;
controricorrente ricorrente incidentale avverso
la sentenza della Corte d’appello di Roma n. 2820/01

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
20.4.2009 dal Relatore Cons. Dott. Aldo Ceccherini;
Udito l’avv. Giannamati per il ricorrente incidentale;
Udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale
Dott. Martone Antonio, che ha concluso per il rigetto di
entrambi i ricorsi.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza del 26.1.2001 il Tribunale di Roma pronunciava
la separazione personale tra i coniugi Ac.La. e Me. St. , respingendo le reciproche domande di addebito, affidando il figlio alla madre cui veniva anche assegnata la casa coniugale ,determinando in L. 2.000.000 il contributo dovuto dal padre per il mantenimento del figlio ed in L. 1.000.000 per quello della moglie.
La decisione veniva impugnata in via principale dalla Ac. , che insisteva per l’addebito della separazione al marito (il quale fin da prima di abbandonare la famiglia avrebbe tenuto un comportamento offensivo ed ingiurioso) e chiedeva inoltre un aumento dell’assegno di mantenimento nonche’, in via incidentale,dal Me. , che a sua volta chiedeva l’addebito della separazione alla moglie (che avrebbe allacciato una relazione extraconiugale con tale Pa. , da cui aveva avuto una figlia quattordici mesi dopo l’udienza presidenziale), l’affidamento congiunto del figlio, l’eliminazione dell’obbligo di mantenimento della moglie.
La Corte di Appello accoglieva l’appello incidentale limitatamente alle modalita’ di incontro con il figlio Fa. , stabilite nelsenso della possibilita’ di incontrarsi liberamente senza predeterminazione di vincoli, mentre confermava nel resto la sentenza di primo grado.
In particolare, per quanto riguarda il profilo concernente l’addebito della separazione, la Corte stabiliva che questa non fosse imputabile ad alcuna delle due parti, mentre con riferimento all’assegno di mantenimento riteneva che dovesse essere confermato il diritto gia’ riconosciuto alla Ac. , per mancanza di prova in ordine all’idoneita’ del reddito da lei percepito a garantirle un tenore di vita analogo a quello di cui avrebbe goduto in costanza di matrimonio. Quanto alla relativa quantificazione,
osservava poi che l’assegno in questione era stato
determinato dal primo giudice in misura apprezzata come
equa e congrua.
Avverso la decisione l’ Ac. proponeva ricorso per cassazione
affidato a due motivi, cui resisteva il Me. con controricorso contenente ricorso incidentale, poi ulteriormente illustrato da memoria.
La controversia veniva quindi decisa all’esito dell’udienza pubblica del 20.4.2009.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Disposta la riunione dei ricorsi ai sensi dell’art. 335 c.p.c., si osserva che con il ricorso principale l’ Ac. ha rispettivamente lamentato:
1) violazione di legge con riferimento ai principi in tema di addebito della separazione personale e di violazione dei doveri derivanti dal matrimonio, nonche’ vizio di motivazione sul punto, per il fatto che l’abbandono della casa coniugale costituirebbe di per se’ violazione dell’obbligo matrimoniale in quanto tale, causa di addebito della separazione , salva la dimostrazione di giusta causa da parte di chi ha posto in essere l’abbandono, dimostrazione nella specie non fornita, e comunque la motivazione adottata al riguardo sarebbe laconica
e del tutto inadeguata.
2) violazione dei principi dettati in tema di attribuzione e
determinazione dell’assegno di mantenimento, oltre che vizio
di motivazione in proposito, in quanto non sarebbero stati
indicati elementi comprovanti la percezione di un reddito da
parte della Ac. e sarebbe stato comunque omesso il raffronto
fra il tenore di vita dalla stessa goduto al momento della
separazione e quello successivo.
Con il ricorso incidentale il Me. a sua volta ha sollevato
identiche censure sui medesimi punti oggetto dell’impugnazione principale, lamentando rispettivamente:
1) violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato
addebito della separazione alla Ac. , che avrebbe violato l’obbligo di fedelta’ iniziando una relazione extraconiugale, ”fattore causale della fine del rapporto coniugale”.
2) violazione di legge e vizio di motivazione in tema, di attribuzione e determinazione dell’assegno di mantenimento, sotto il duplice aspetto dell’avvenuto accertamento, da parte del giudice del gravame, dell’autonoma attivita’ lavorativa svolta dalla Ac. e della stabilita’ della relazione con il Pa. , con il quale la donna avrebbe convissuto ”more uxorio”, circostanze queste
che avrebbero fatto venir meno il diritto alla percezione dell’assegno di mantenimento, peraltro superato nei fatti dal divorzio nel frattempo intervenuto.
Tutte le doglianze sono infondate.
Quanto al primo motivo del ricorso principale, occorre innanzitutto osservare che, come questa Corte ha reiteratamente affermato (C. 09/2707, C. 07/25618, C. 06/13592, C. 06/8512,C. 06/1202, C. 00/10682, C. 97/5762), la pronuncia di addebito della separazione non puo’ essere basata sulla semplice violazione dei doveri di cui all’art. 143 c.c., essendo viceversa necessario accertare l’eventuale esistenza di un collegamento fra la detta violazione e l’intollerabilita’ della prosecuzione
della convivenza. Da cio’ dunque consegue che, pur a fronte
della constatata esistenza della violazione degli obblighi in questione, l’addebito della separazione va escluso quando il giudice accerti la preesistenza di una situazione di irrimediabile contrasto fra le parti o nella quale emerga il carattere meramente formale della convivenza, del tutto autonoma dunque rispetto alla successiva violazione e tale pertanto da rimanere insensibile agli effetti da essa altrimenti prodotti.
Orbene, cio’ premesso, occorre considerare che la Corte
territoriale, con accertamento in fatto e valutazione di merito non sindacabile in questa sede, ha affermato l’inesistenza di elementi dai quali poter desumere che l’allontanamento dalla casa coniugale possa essere stato determinato da ragioni contrarie agli obblighi inerenti al matrimonio (p. 3) ed ha conseguentemente interpretato il detto distacco come conseguenza del venir meno dell’”affectio coniugalis”, piuttosto che come causa del fallimento del matrimonio, valorizzando in particolare
sotto tale aspetto i comportamenti dei suoceri della ricorrente, che avrebbero ”indubbiamente .. messo in difficolta’ l’armonia della coppia”.
L’interpretazione da parte della Corte di Appello della fattispecie sottoposta al suo esame, incentrata sulla constatata inesistenza di dati dai quali poter desumere il nesso di causalita’ tra la violazione in questione e la frattura del rapporto coniugale, non contrasta dunque con i principi in tema di addebito della separazione personale, quali affermati dalla giurisprudenza di questa Corte, mentre la motivazione adottata,pur estremamente succinta, non appare viziata sul piano logico,atteso il richiamo alle precedenti disarmonie familiari (segnatamente
rapporto con i suoceri) e all’affermata constatata
mancanza di elementi dai quali poter desumere un nesso di
causalita’ fra la violazione dell’obbligo della coabitazione ed il venir meno dei presupposti per la prosecuzione della convivenza,circostanza questa che rende insindacabile la detta valutazione di merito in questa sede di legittimita’.
Passando poi al secondo motivo va evidenziato che la Corte di Appello di Roma, dopo aver puntualmente
precisato che il diritto all’assegno di mantenimento ex art. 156 c.c. sorge in favore del coniuge cui non sia addebitabile la separazione quando i redditi percepiti non gli consentono di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto durante il matrimonio e sussista disparita’ economica fra i due coniugi,ha poi ritenuto che fossero stati acquisiti sufficienti elementi ”per ricostruire plausibilmente le rispettive potenzialita’ economiche
dei coniugi” e che da essi potesse desumersi uno
squilibrio dei due redditi in favore del Me. (appartenente a
famiglia facoltosa e con ottima posizione in RAI), ma che
tuttavia anche l’attivita’ di decorazione floreale svolta dalla Ac.in collaborazione con il Pa. avesse una valenza economica significativa, tenuto pure conto delle possibilita’ di espansione esistenti, valenza tale da far giudicare ”equo e congruo” l’ammontare stabilito dal Tribunale.
La decisione sul punto, espressione di valutazione di merito
sufficientemente motivata, risulta dunque correttamente ancorata ai parametri normativi ed alla giurisprudenza di questa Corte e non e’ contrastata dal richiamo del tutto generico (e pertanto viziato sul piano dell’autosufficienza) a documentazione asseritamente comprovante fatti sintomatici della particolare
consistenza del reddito del Me. , oltre che dell’incremento
reddituale di cui questi avrebbe beneficiato, circostanze
che sono poste a base di una difforme interpretazione delle
risultanze probatorie e che fra l’altro non sarebbero comunque rilevabili nel giudizio di legittimita’, potendo al piu’ integrare,eventualmente e se del caso, un vizio revocatorio.
Analoghe conclusioni valgono poi con riferimento al ricorso
incidentale.
Sul primo motivo, richiamato quanto sopra esposto nell’esame
del ricorso principale a proposito dei presupposti necessari
ai fini dell’addebitabilita’ ad un coniuge dell’intervenuta separazione giudiziale, va considerato che la Corte di Appello ha al riguardo accertato che i rapporti tra la Ac. ed il Pa. sono iniziati alcuni mesi dopo l’abbandono della casa coniugale da parte del Me. per cui, essendo stata dedotta la responsabilita’della moglie sotto il profilo della consumazione dell’adulterio,non e’ configurabile la prospettata censura di violazione di legge, cosi’ come d’altro canto deve dirsi per il vizio di motivazione,
atteso che il giudizio di merito della Corte territoriale
e’ motivato sulla base della deposizione dei testi escussi ( Ia.ed A. ).
Sul secondo motivo va infine precisato che la Corte di Appello ha ritenuto non provata la dedotta convivenza ”more uxorio”della Ac. con il Pa. , sicche’ viene automaticamente meno il primo profilo della censura dedotta al riguardo, consistente per l’appunto nell’asserita inesistenza del diritto all’assegno di mantenimento per effetto della intervenuta convivenza affettiva con altro soggetto.
Sulla relativa quantificazione si richiamano infine le considerazioni svolte a proposito del secondo motivo del ricorso principale,
ferma tuttavia restando l’efficacia limitata nel tempo
dell’obbligo di pagamento dell’assegno di mantenimento ex
art. 156 c.p.c., tenuto conto che, come riferito dal ricorrente incidentale, il Tribunale di Roma si e’ pronunciato sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio celebrato dalle parti, ed e’ quindi cessato l’obbligo di mantenimento che perdura finche’
sussiste il vincolo coniugale, e con esso il dovere di
erogazione dell’assegno in questione a far tempo dal passaggio in giudicato della detta pronuncia (C. 09/813, C. 08/28990).
Conclusivamente entrambi i ricorsi devono dunque essere
rigettati, con compensazione delle spese del presente giudizio,attesa la soccombenza reciproca delle parti.
P.Q.M.
Riunisce i ricorsi, li rigetta entrambi e compensa le spese
processuali del presente giudizio.
Cosi’ deciso in Roma, il 20 aprile 2009.
Depositato in Cancelleria il 22 maggio 2009

Assistenza e Consulenza Legale

Lo Studio Legale di AvvocatoXte offre completa assistenza e consulenza legale sia giudiziale che stragiudiziale nelle seguenti materie:

    DIRITTO CIVILE
  • Separazione e divorzio
  • Diritto di famiglia (famiglia di fatto,regime patrimoniale,interdizione, inabilitazione, tutela, affidamento, adozione, etc.)
  • Successioni e donazioni
  • Diritto del consumatore
  • Diritto del viaggiatore
  • Responsabità contrattuale ed extracontrattuale
  • Recupero crediti
  • Risarcimento danni
  • Contratti (dalla redazione delle condizioni all'assistenza alla stipula)
  • Diritto commerciale e societario
  • Diritto fallimentare
  • Diritto immobiliare (Condominio, Locazioni,Compravendite, Usufrutti, Servitù, etc.)
  • Diritto dell'informatica e delle nuove tecnologie
  • Tutela di marchi, brevetti, diritto d'autore e proprietà intellettuale
  • Infortunistica (risarcimenti danni materiali ed alla persona, opposizioni alle contravvenzioni al codice della strada)
    DIRITTO DEL LAVORO
  • Cause di licenziamento
  • Sanzioni disciplinari
  • Cause di adeguamento retributivo
  • Mobbing
    DIRITTO AMMINISTRATIVO
  • Materia Edilizia, Urbanistica
  • Diniego Licenze commerciali
  • Diniego accesso documenti
  • Diniego assegnazione alloggio economico-popolare
  • Espropriazioni
  • Gare d'Appalto per l'affidamento di lavori e/o servizi e/o forniture pubbliche
  • Ricorsi al TAR
    DIRITTO TRIBUTARIO
  • Ricorsi avanti alle Commissioni Provinciali Tributarie e ricorsi in appello avanti alle Commissioni Regionali Tributarie in materia di:
  • Accertamenti fiscali imposte dirette ed indirette.
  • Tributi regionali, provinciali e comunali.
  • Canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche.
  • Canone per lo smaltimento dei rifiuti.
  • Controversie attinenti all'imposta o il canone sulla pubblicità ed il diritto sulle pubbliche affissioni.
    • ASSISTENZA AVANTI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO A STRASBURGO
    • Redazione ricorsi ed assistenza
      ASSISTENZA STRAGIUDIZIALE
    • Redazione di contratti, statuti, regolamenti, testamenti
    • Pareri e consulenze
    • Redazione diffide, ricorsi, lettere, telegrammi, memorie, esposti, relazioni, denunce
    • Assistenza in procedure di arbitrato
    • Ispezioni, visure, ricerca e richiesta documenti, etc.

News Diritto

MASSIMA DEL GIORNO

*Ad impossibilia nemo tenetur
All'impossibile non è tenuto nessuno.
*Ei incubit probatio qui dicit, non qui negat
La prova è a carico di chi afferma, non già di chi nega.
*Melius est rem habere, quam verba
E' meglio avere la cosa che accontentarsi di promesse.
*Gli uomini condannano l'ingiustizia perchè temono di poterne essere vittime, non perchè aborrano di commetterla.-Platone
*All'avvocato bisogna contare le cose chiare; a lui poi tocca di imbrogliarle.-Alessandro Manzoni